LINFODRENAGGIO O DRENAGGIO LINFATICO MANUALE

E’ una tecnica di manipolazione manuale del corpo.

Simile agli altri massaggi se ne differenzia perché agisce sul percorso dei vasi linfatici e quindi sul flusso della linfa e produce i suoi effetti non sui muscoli, ma essenzialmente sulla cute e nel tessuto sottocutaneo.

Il drenaggio linfatico manuale è molto utilizzato in medicina per le insufficienze venose degli arti inferiori e per i linfedemi, ma gran parte della sua fama è dovuta al suo uso nella terapia contro la cellulite che ha come prima causa un’alterazione del microcircolo. Il ristagno di liquidi nell’interstizio cellulare da questa provocato innesca la catena di eventi che portano a questa malattia.

Il linfodrenaggio manuale è capace di rimuovere i liquidi accumulati negli spazi interstiziali e di favorirne un corretto deflusso all’interno dei vasi linfatici.

LA LINFA

La linfa è un liquido formato prevalentemente da acqua, sali minerali e proteine ed è prodotta dai capillari sanguini. Essa scorre negli spazi interstiziali, tra cellula e cellula con il compito di lavare gli spazi interstiziali dalle scorie che vi si accumulano (cellule morte, virus, liquidi in eccesso…) e viene spinta e fatta defluire verso il circolo venoso attraverso stimoli contrattivi muscolari.

Attraversa le stazioni linfonodali per essere sottoposta a controllo per la presenza di eventuali agenti patogeni  e si getta infine nel torrente venoso per veicolare il tutto verso gli organi incaricati alla depurazione, come ad esempio il fegato.

La tecnica del Drenaggio Linfatico Manuale consiste nel compiere sui tessuti manipolazioni di diverso tipo allo scopo di spingere la linfa nella direzione del flusso dei vasi drenando così i liquidi in eccesso dai siti di patologico accumulo.

La manipolazione è fatta con movimenti delicati per non danneggiare ulteriormente un microcircolo già alterato e per non provocare dolore né rossore nelle parti trattate.

Le tre principali stazioni linfatiche esterne del corpo sono il terminus alla base del collo, l’ascellare e l’inguinale; altre stazioni  linfonodali importanti si trovano nel cavo popliteo, nell’addome, nel torace e nel dorso.

Il massaggio inizialmente viene praticato sulla stazione linfonodale che drena il flusso linfatico della zona da trattare per “aprirla”, cioè per preparare i linfonodi a ricevere la linfa; successivamente il massaggiatore sposta la sua azione sulla zona interessata dalla stasi linfatica per veicolare i liquidi in eccesso verso la “stazione aperta”.

BENEFICI EFFETTI DEL LINFODRENAGGIO

  • Effetto drenante o antiedema perché elimina liquidi stagnanti nell’interstizio favorendo la circolazione linfatica e potenziando la velocità del flusso.
  • Effetto tonificante perché agisce sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni e linfatici che si contraggono più efficacemente con il risultato di una migliore e maggiore circolazione capillare.
  • Effetto rigenerante, perché migliorando il transito dei liquidi, restituisce una adeguata irrorazione alle zone disidratate e mal nutrite.
  • Effetto rilassante prodotto dai movimenti lievi, delicati e ritmati con cui viene praticato.
  • Effetto vegetativo perché l’azione lenta e ripetitiva incide sul sistema nervoso parasimpatico con conseguente rilassamento della muscolatura.
  • Effetto antalgico perché stimolando le cellule inibitorie del dolore, minimizza o addirittura elimina la percezione dolorifica dovuta alla distensione da stasi o a contratture, distorsioni, strappi.
  • Effetto immunologico perché potenzia la resistenza alle infezioni tramite l’attivazione dei meccanismi di difesa contro i germi patogeni per la stimolazione di tutti i linfonodi palpabili.